Michael Harner e la critica alla psichiatria tradizionale

Dalla psicologia umanistica alla psicologia transpersonale. Il contributo dell’antropologo Michael Harner e delle sue esperienze sciamaniche.

Nel 1967 un ristretto gruppo di persone che comprendeva Abraham Maslow, Anthony Sutich, Stanislav Grof, James Fadiman, Miles Vich e Sonya Margulies si incontrarono a Menlo Park in California. Il loro intento era creare una nuova psicologia che avrebbe incluso l’intero spettro delle esperienze umane, compresi gli stati di coscienza non-ordinari.

Fu Grof a suggerire il nome di “psicologia trans-personale”. Questo termine venne a sostituire il precedente nome di psicologia trans-umanistica.

Subito dopo gli stessi fondarono l’Associazione per la Psicologia Transpersonale e la rivista Journal of Transpersonal Psychology.

Diversi anni dopo, nel 1975, Robert Frager fondò l’Istituto di Psicologia Transpersonale a Palo Alto in California, rimasto per decenni all’avanguardia nel campo della ricerca e della terapia transpersonali.

L’antropologo Michael Harner

La psicologia transpersonale fu definita Quarta Forza. Si occupò di contrastare alcune idee sbagliate della psichiatria e della psicologia tradizionale riguardo alla spiritualità e alla religione.

Furono fatte nuove ricerche condotte con spirito diverso. Michael Harner è un accreditato antropologo americano.  Durante i suoi studi in Amazzonia fece esperienza di una potente iniziazione sciamanica. Di questa esperienza parlò ampiamente nel suo libro del 1980 “La via dello Sciamano”.

Harner affermò dopo le sue esperienze che la visione che l’uomo che vive in questa civiltà industriale ha della psiche umana è assolutamente parziale. E’ etnocentrica e cognicentrica o pragmacentrica.

La visione etnocentrica secondo Harner

La teoria della psiche è etnocentrica nel senso che è stata formulata e promossa da scienziati materialisti occidentali. Questi scienziati credono che la loro prospettiva sia superiore a quella di qualsiasi altro gruppo di esseri umani. Secondo questi scienziati per prima viene la materia, mentre la vita, la coscienza e l’intelligenza sono aspetti secondari.

La spiritualità per loro riflette solo l’ignoranza dei fatti scientifici, e quindi deriva da superstizione, infantilismo, autoinganno. Le esperienze spirituali che coinvolgono l’inconscio collettivo o le figure archetipali sono viste come patologia della mente. I moderni psichiatri interpretano le esperienze visionarie dei fondatori delle grandi religioni, dei santi e dei profeti, come manifestazioni di malattie mentali serie. Questi scienziati non fanno distinzione tra credenze popolari primitive e sofisticate filosofie spirituali basate su secoli di esplorazione introspettiva della psiche.

Psichiatria e religione

La letteratura psichiatrica del tempo conteneva numerosi libri e articoli di discussione sulle probabili diagnosi cliniche di molte figure spirituali della storia.

Sant’Antonio è stato definito schizofrenico. Santa Teresa con una seria psicosi isterica. Mohammed un epilettico.

Anche Buddha, Gesù, Ramakrishna e Sri Ramana Maharshi sono stati interpretati come psicotici, a causa delle loro esperienze visionarie e delle loro cosiddette “illusioni”. Allo stesso modo alcuni antropologi hanno definito gli sciamani schizofrenici o epilettici.

Lo psicoanalista Franz Alexander, conosciuto come uno dei fondatori della psicosomatica, scrisse un saggio in cui perfino la meditazione buddista è stata definita Catatonia artificiale ed è vista in termini di psicopatologia.

La  follia della civiltà industriale

E così mentre gli psicologi e gli psichiatri occidentali descrivono i riti e la vita spirituale delle culture antiche e indigene in termini patologici, gli effetti pericolosi della civiltà industriale che mettono a rischio la vita del pianeta sono ormai così normali che non vengono considerati patologici.

Giorno dopo giorno si assiste ad atti di violenza e di insaziabile avidità, allo sfruttamento di risorse naturali non rinnovabili per trasformarli in inquinamento industriale. Contaminazione dell’ambiente per esperimenti nucleari e sostanze chimiche, fuoriuscite di petrolio sono all’ordine del giorno. Si assiste nelle civiltà avanzate all’uso di scoperte scientifiche nel campo della fisica, della chimica e della biologia per l’invenzione di armi di distruzione di massa e l’invasione di altre popolazioni con massacri e genocidi. Vengono preparati piani militari per l’uccisione di milioni di nemici. E tutto questo non sembra patologico ma normale.

Inoltre coloro che alimentano tutto questo sono ricchi e famosi, occupano posti di potere nella società e ricevono onori.

Invece le persone che fanno esperienza di stati mistici, episodi di morte e rinascita psicospirituale, vita oltre la morte, finiscono in ospedale e vengono oppressi da pesanti psicofarmaci.

Tutto questo è quello che Michael Harner intendeva nel dire che gli occidentali hanno un metro etnocentrico nel giudicare cosa è normale e cosa è patologico.

Stati ordinari e non ordinari di coscienza

Secondo Harner la psichiatria e la psicologia occidentali sono fortemente cognicentriche. Infatti queste teorie scientifiche sono state formulate sulla base di osservazioni su persone durante stati di coscienza ordinari. Sono stati sistematicamente evitate o male interpretate le osservazioni di stati di coscienza non ordinari. Non sono state prese in considerazione esperienze di terapia psichedelica, psicoterapia, individui con crisi psicospirituali, meditatori, studi antropologici e studi di tanatologia, cioè della morte e delle persone che vi sono vicine.

Quelli che Grof chiama stati non ordinari della coscienza vengono chiamati dalla psichiatria stati alterati della coscienza. Questo riflette la loro convinzione che solo lo stato ordinario di coscienza è normale, e tutti gli stati che si differenziano da questo sono considerati distorsioni patologiche della corretta percezione della realtà e non hanno connotazione positiva.

Anche il termine non ordinario utilizzato da quegli studiosi interessati a questo range di esperienze non è soddisfacente.

La psicologia transpersonale è interessata ad un significativo gruppo di questi stati di coscienza che hanno valore trasformativo, portano ad una guarigione e ad una evoluzione. Ad esempio ne fanno parte le esperienze degli sciamani e dei loro clienti, le iniziazioni nei riti di passaggio tribali, gli stati vissuti dai mistici di tutti i tempi e le esperienze degli individui in crisi psicospirituali.

source:

A brief History of Transpersonal Psychology  di Stanislav Grof, M.D.

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